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Sconti del Venerdi al Torronificio Geraci

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Continuano gli sconti del fine settimana al torronificio Geraci!

il 10% di sconto su tutti i prodotti

dalla mezzanotte di Venerdi 2 Dicembre
alla mezzanotte di Domenica 4 Novembre!

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Approfittane!

 

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Geraci1870 aderisce al Black Friday 2016

Oggi è il giorno dei ribassi online, si apre la stagione dello shopping natalizio.

 

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In occasione del BlackFriday 2016, al Torronificio Geraci,

il 10% di sconto su tutti i prodotti

dalla mezzanotte di Venerdi 25 Novembre
alla mezzanotte di Domenica 27 Novembre!

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Approfittane!

 

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Sconto 10% su tutti i prodotti

sconto10E’ arrivato l’inverno e al Torronificio M. Geraci abbiamo deciso di festeggiarlo con uno sconto del 10% su tutti i prodotti ordinati tramite il nostro sito www.geraci1870.com, torroni, torroncini, paste di mandorla e di pistacchio, e molto altro ancora!

Lo sconto e’ valido
dalla Mezzanotte di Venerdi 11 Novembre
alla Mezzanotte di Domenica 13 Novembre 2016

Fai un ordine sul nostro sito www.geraci1870.com ed applica il codice sconto:

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Roberta Fuschi e Patrizia Maltese: Violenza degenere, storie di donne che hanno sconfitto la paura

violenza-degenereLa violenza inflitta alle donne è interclassista e trasversale a tutta la società e lontanamente da quanto si possa pensare, si tratta di un fenomeno in prevalenza agito dalla ristretta cerchia dei familiari della vittima più che da estranei.

Ma ribellarsi ai propri aguzzini si può ed è proprio questo il messaggio del libro scritto a quattro mani dalle giornaliste Roberta Fuschi e Patrizia Maltese, intitolato “Violenza degenere, storie di donne che hanno sconfitto la paura” e pubblicato nel 2015 dalle edizioni catanesi Villaggio Maori con prefazione della sociologa Graziella Priulla.

Il libro raccoglie le testimonianze delle donne che gravitano attorno al centro antiviolenza Thamaia di Catania, il loro essere vittime di padri, fratelli, partner e il loro iniziale silenzio fra le pareti domestiche, spezzato dalla volontà di farcela a uscire dal tunnel della paura e di denunziare finalmente i propri aggressori.

Alessandra, Alessia, Chiara, Enrica, tutti nomi di fantasia che indicano situazioni realmente accadute e concluse da un sudato lieto fine.

La forza del libro è anche quella di documentare i passi avanti fatti dalla legislazione contro la violenza e di raccontare in modo ben documentato la nascita e l’evoluzione del centro Thamaia fra mille tribolazioni, dai fondi che mancano al superlavoro delle operatrici, non sempre reumunerato come meriterebbe, alle difficoltà e alla forza che occorre per andare avanti in un Paese dove sono ancora poche le risorse destinate al contrasto della violenza di genere.

In definitiva il libro è uno strumento utile per chiunque graviti attorno a questi fenomeni e una speranza per le donne che ogni giorno subiscono in silenzio la violenza di quanti dovrebbero invece rispettarle.

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Un bell’esempio: LiberaTerra

libera-terraFare vino e cibo all’insegna della legalità si può, parola di Libera. Associazioni, nomi e numeri contro le mafie!

Nata nel 1995 Libera è oggi un coordinamento che assembla oltre 1600 associazioni e realtà che diffondono la cultura della legalità. Come? Attraverso una serie di azioni che vanno dai campi di formazione antimafia alle attività antiusura, dai progetti su lavoro e sviluppo a molto altro.

logo_libera_terraAnnoverata dall’Eurispes come eccellenza italiana nel 2008 e inserita nella classifica 2012 delle cento migliori ONG del mondo stilata dal Global Journal, nel 2006 Libera ha dato vita all’Agenzia per lo Sviluppo cooperativo e la legalità con l’obiettivo di sostenere e rendere solida la crescita di quelle cooperative a marchio Libera Terra nate per rendere produttivi i beni confiscati ai boss mafiosi.

Del 2008 è invece il consorzio ONLUS Libera Terra Mediterraneo che raggruppa le stesse cooperative sociali che gravitano attorno al marchio Libera Terra e che oggi producono vino, agrumi, mozzarelle, olio extravergine d’oliva, pasta, legumi, miele, conserve e molto altro utilizzando i beni confiscati alle mafie.

Si tratta per lo più di centinaia di ettari e strutture produttive sottratti al controllo della criminalità organizzata in Sicilia, Calabria, Puglia e Campania e destinati alla produzione agroalimentare d’eccellenza realizzata e smaltita da nove cooperative e tredici botteghe che fanno capo a Libera.

Davvero un bell’esempio produttivo all’insegna di legalità, giustizia sociale, qualità, tradizione e rispetto delle persone sul quale ottenere maggiori informazioni consultando www.liberaterra.it.

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La Torta Paradiso

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La torta Paradiso

Vera e propria specialità lombarda, la torta paradiso è una vera prelibatezza.

A colazione, a fine pasto (intinta in un vino dolce) o per merenda, questa torta non vi lascerà delusi, ideale soprattutto nei periodi invernali per il grande apporto calorico che contiene.

Per la ricetta abbiamo preso in considerazione il volume “Dolci da forno” della Scuola di cucina di Slow Food, edito per la prima volta dalla Giunti nel 2014.

Abbiamo però apportato alcune modifiche a nostro gusto per quanto riguarda i tempi di cottura e qualche ingrediente.

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Il campo di battaglia

Per realizzare la torta paradiso occorrono:

  • Grammi 200 di burro
  • Grammi 300 di zucchero semolato
  • Quattro uova
  • Un pizzico di sale
  • Grammi 250 di fecola di patate
  • Grammi 50 di farina tipo 00
  • Una bustina di lievito chimico per dolci
  • Mezzo limone
  • Due cucchiai di rum scuro
  • Zucchero a velo (facoltativo)

Tirate fuori il burro dal frigorifero mezz’ora prima di preparare la torta, in modo da farlo diventare morbido e più facile da lavorare.

Montate quindi il burro con lo zucchero in modo da ottenere una crema spumosa e aggiungete prima i tuorli d’uovo e poi gli albumi montati a neve con un pizzico di sale.

Amalgamate bene tutto, anche con la frusta elettrica se occorre, e incorporate al composto il succo di limone filtrato e i due cucchiai di rum.

Burro e zucchero
Burro e zucchero
Con l'aggiunta dei tuorli
Con l’aggiunta dei tuorli
Il composto
Il composto

A questo punto unite all’impasto farina, fecola e lievito, filtrandoli con un colino o un setaccio e mescolando di nuovo tutto in modo da amalgamare bene gli ingredienti.

Visto che nella fase di cottura la torta cresce molto, utilizzate una tortiera a bordi alti, che abbia circa 25 centimetri di diametro, imburrata e infarinata se non è in silicone.

Portate la temperatura del forno a 180° e fate cuocere per un’ora.

A fine cottura, fate raffreddare il dolce e cospargetelo (se volete) di zucchero a velo prima di servirlo.

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Chuck Palahniuk, Invisible Monsters

chuck-palahniuk-invisible-monstersL’autore di Fight Club e Soffocare.

Così è scritto a proposito dello scrittore americano Chuck Palahniuk sulla prima di copertina di Invisible Monsters, bel romanzo trasgressivo pubblicato per la prima volta nel 1999 da Norton&Company.

E allora perché non parlare di Fight Club o di Soffocare? Perché Invisible Monsters è lo spazio letterario in cui si muove Brandy Alexander, un personaggio che solo un intervento chirurgico può far diventare completamente donna.

Ma Brandy (la Principessa Brandy) è molto ma molto di più, quasi un’eroina che tutti vorrebbero incontrare nel pieno di una crisi, proprio come accade a Shannon McFarland.

Shannon è una modella alla quale non manca nulla fino al momento in cui un colpo di fucile le sfigura il volto lasciandola anche priva della parola.

Da allora per Shannon tutto cambia: i riflettori si spengono, la carriera è stroncata, il fidanzato la tradisce con l’amica del cuore e l’invisibilità dalla quale viene avvolta la sua vita a causa dell’incidente diviene una dura condizione da affrontare.

«La tua capacità di percezione è completamente fottuta. Tutto quello di cui riesci a parlare è immondizia già accaduta. Non puoi basare la tua vita sul passato o sul presente. Devi raccontarmi del tuo futuro» (dalla Traduzione di Manuel Rosini per la Piccola Biblioteca degli Oscar Mondadori del 2003).

Questo Brandy dice a Shannon ma anche ai lettori che ne hanno bisogno come a chi parla di questo romanzo, in definitiva 227 pagine che costringono a ragionare sul modo in cui la percezione dei fatti può diventare strumento per reinventare sé stessi.

Il resto è l’America che Palahniuk fa narrare in prima persona alla protagonista del romanzo, una Shannon che muove il suo racconto dal prima della sua adolescenza al poi, costruendo, pagina dopo pagina, un finale da brivido.

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Campione gratuito

Vuoi provare i nostri prodotti?

Da oggi hai la possibilità di provare i nostri prodotti prima di ordinarli!

Puoi scriverci all’indirizzo: info@geraci1870.com, contattarci via skype (torronificio.geraci), su whatsapp (+393442472850) o tramite messaggio sul nostro profilo facebook “Torronificio Geraci“.

Inviaci nome, cognome, indirizzo completo, email e numero di telefono, riceverai a casa un campione gratuito dei prodotti del Torronificio M. Geraci.

Pagherai solo le spese di spedizione (5 Euro)!

Il campione comprende:
1 torroncino “Splendor”, 1 torroncino “Pepita”, 1 torroncino “Elena”, 1 torroncino “Jolanda”.

pepita 04splendor piccelena 06jolanda 08

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Crocchette di patate

Eccovi una delle prelibatezze più ghiotte della nostra cucina perché bollita, al forno o fritta, la patata resta un’indiscussa protagonista delle nostre tavole!

Di seguito, gli ingredienti:

  • Un chilo di patate
  • Due tuorli d’uovo
  • Sale quanto basta
  • Grammi 90 di Grana padano
  • Due uova
  • Pangrattato quanto basta
  • Olio per friggere

Lavate le patate e mettetele a lessare con tutta la buccia in una pentola di acqua salata.

Quando le patate saranno pronte, lasciatele raffreddare, pelatele e passatele in uno schiacciapatate.
 Raccogliete la purea di patate in una ciotola e aggiungete il sale, il Grana padano e i due tuorli d’uovo.

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Le patate pelate
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Lo strumento adatto anche se un po’ antico
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Le patate ridotte a purea
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Il composto con tutti gli ingredienti

Quando il composto sarà ben amalgamato dividetelo in piccole parti alle quali dare una forma cilindrica.

Sbattete infine le due uova con una forchetta in un piatto e intingete ogni cilindro per poi passarlo nel pangrattato.

Per la cottura è più comodo utilizzare una friggitrice.

Se la crosta di pangrattato sarà omogenea, compatta e ben distribuita su ogni cilindro di patate, la frittura risulterà dorata e uniforme, altrimenti le crocchette potrebbero sfarinarsi e voi non ottenere un buon risultato.

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Le Ceramiche Fratantoni

Ceramiche Fratantoni
Ceramiche Fratantoni
Ceramiche Fratantoni

Santo Stefano di Camastra ha un’illustre tradizione di ceramiche, lo si può vedere visitando il centro della città, dove piccole botteghe espongono in vetrina o ai lati dell’ingresso le loro creazioni più significative e variopinte.

Un turista o chiunque apprezzi questi piccoli capolavori dell’artigianato può trovare a Santo Stefano ciò che più gli piace, dai piatti all’oggettistica, dai complementi d’arredo alla creazione di pavimenti con colori e figure della tradizione siciliana.

Insomma in questa città, dai numeri civici delle case alle fontane e ai muri, tutto parla di ceramica e ogni “mastro” ha la sua mano.

Ceramiche Fratantoni
Ceramiche Fratantoni

Fra tutte le produzioni di ceramica che Santo Stefano offre, l’azienda Fratantoni è degna di rilievo, fondata nel lontano 1935 da Pietro, Saro, Edoardo e Nino, figli del vecchio ceramicaro Filippo.

Dai primi oggetti in terracotta foggiati al tornio, i fratelli passano alla produzione meccanica dei vasi per uso vivaistico e negli anni Settanta avviano la produzione delle tipiche mattonelle maiolicate della tradizione stefanese.

Oggi l’azienda occupa i primi posti nel settore della ceramica e sperimenta tecniche innovative da affiancare alle produzioni tradizionali delle quali si dimostra esperta.

Per saperne di più è comunque possibile cliccare su www.fratantoni.it

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Italo Calvino, Marcovaldo

Italo Calvino, Marcovaldo

Italo Calvino, Marcovaldo

La leggerezza profonda che Italo Calvino infonde ai suoi personaggi non risparmia neanche Marcovaldo, una delle figure più riuscite tra quelle create dalla penna del grande scrittore italiano.

Pubblicato per la prima volta nel 1963, Marcovaldo ovvero Le stagioni in città è un libro composto da venti novelle per ragazzi ed è scritto a metà tra il forte retaggio che la civiltà contadina ancora esercita nel nostro Paese negli anni in cui la penna di Calvino tratteggia il suo personaggio, e cioè dagli inizi dei Cinquanta in poi, e i primi albori della società dei consumi.

Marcovaldo è un personaggio buono e un po’ sfortunato, che tende a suscitare le simpatie del lettore con l’aria impacciata dell’uomo di campagna trapiantato in una città che fa fatica a comprendere.

Sfortunato, buono e povero di mezzi, Marcovaldo affronta, insieme alla sua famiglia, le vicissitudini che l’ambiente urbano gli procura: dal mangiare funghi velenosi al dormire in una panchina che si rivela diversa dal luogo di libera serenità immaginato e così via.

Si tratta di un personaggio che vive ai margini di quella società opulenta che le possibilità di lavoro e la tecnologia contribuiscono a determinare, un uomo che sfugge cioè a quel boom economico che caratterizza l’Italia del Dopoguerra.

Marcovaldo è forse un libro per bambini, sicuramente un libro per ragazzi e (ci sentiamo di suggerire) un libro per adulti.

Lette dal basso del nostro presente, queste pagine di Calvino ci spingono a riflettere sul tema del difficile rapporto con un mondo in continuo cambiamento.

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Torta al limone senza lieviti

Questa torta al limone è molto semplice da realizzare e il fatto che non contenga lieviti la rende ancora più digeribile rispetto ad altri dolci.

ingredienti
Uova e limone, gli ingredienti principali per realizzare questo dolce.

Gli ingredienti da utilizzare sono i seguenti:

  • quattro uova
  • un limone non trattato dalla buccia compatta e in buone condizioni
  • grammi 300 di farina tipo 00
  • grammi 300 di zucchero
  • grammi 30 di burro
  • una noce di burro e un po’ di farina per ungere la teglia, nel caso non abbiate lo stampo in silicone.

Rompete le uova dividendo i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve ferma.

Mettete i tuorli in una terrina e aggiungete piano piano lo zucchero, sempre mescolando per ottenere un composto spumoso al quale unire gli albumi montati in precedenza.

Setacciate la farina un po’ alla volta sopra il composto di uova e zucchero e mescolate il tutto cercando di evitare che si formino grumi, magari usando la frusta elettrica.

stampo
L’impasto nello stampo in silicone.

Lavate bene il limone e grattugiate la scorza unendola agli altri ingredienti, aggiungendo infine il burro fuso.

Mescolate ancora tutto con la frusta elettrica e versate l’impasto in una tortiera unta o in uno stampo in silicone.

Portate la temperatura del forno a 180° e fate cuocere per un’ora.

A fine cottura capovolgete la torta su un piatto e fate raffreddare.

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Ciambella allo yogurt con olio d’oliva

Lo yogurt e' l'ingrediente fondamentale per fare questa ciambella.
Lo yogurt e’ l’ingrediente fondamentale per fare questa ciambella.

L’ingrediente principale da utilizzare per realizzare questa ciambella è lo yougurt bianco naturale, privo di zucchero.

I contenitori dello yogurt possono fungere da misurini per dosare gli altri ingredienti, anche se questa ciambella non è una torta “sette vasetti” classica.

Abbiamo infatti preferito non utilizzare fecola di patate e olio di semi ma una dose minima di olio d’oliva per rendere più morbido l’impasto.

Per preparare questo dolce occorrono:

  • Due vasetti di yogurt bianco naturale (grammi 250 in tutto)
  • Tre vasetti di farina tipo 00
  • Due vasetti di zucchero bianco semolato
  • Una bustina di lievito per dolci
  • Il fondo di un vasetto di olio extravergine d’oliva
  • Tre uova
  • Burro e farina per lo stampo.
Il composto di uova e zucchero.
Il composto di uova e zucchero.

Rompete le uova e separate i tuorli dagli albumi. In una terrina, unite lo zucchero ai tuorli e mescolate il tutto fino ad ottenere una crema spumosa.

A parte, montate gli albumi a neve, aggiungeteli al composto di tuorli e zucchero e mescolate per amalgamare bene.

Aggiungete quindi i due vasetti di yogurt, continuando a mescolare usando, se è il caso, una frusta elettrica.

A questo punto unite anche la farina, setacciandola con un colino, e il lievito, sempre setacciato.

L'impasto.
L’impasto.
L'impasto nello stampo.
L’impasto nello stampo.

Mescolate bene tutto e aggiungete il fondo di un vasetto di olio d’oliva (che l’olio non arrivi a metà vasetto, altrimenti ne risentirà il gusto della ciambella).

Mescolate di nuovo tutto con la frusta elettrica e ungete di burro uno stampo, cospargendolo infine di farina.

Versate l’impasto nello stampo e portate la temperatura del forno a 180°.

Se volete una ciambella ben cotta, lasciatela cuocere per un’ora, altrimenti 45 minuti basteranno.

Il metodo dello stuzzicadenti o della forchetta per verificare lo stato della cottura del dolce rimane sempre valido.

La ciambella appena sfornata.
La ciambella appena sfornata.
Si lascia raffreddare.
Si lascia raffreddare.

 

 

Fino a quando e' pronta per essere mangiata.
Fino a quando e’ pronta per essere mangiata.
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David Trueba – “Aperto tutta la notte”

david trube - aperto tutta la notteL’unico posto aperto tutta la notte è casa propria, questa sembra essere la certezza di fondo del romanzo di David Trueba.

Intitolato “Abierto todo la noche” e tradotto per la prima volta in Italia nel 1999, il libro narra le vicende della famiglia Belitre, ambientate in una delle tante palazzine nel cuore della Madrid degli anni Ottanta.

Anche se lo scrittore e giornalista madrileno ci ha di nuovo stupiti con la tragicommedia romantica “Blitz”, tradotta in italiano nel 2016 da Feltrinelli, le vicende dei Belitre non possono non essere ricordate per la simpatia che suscitano.

Un padre cinquantenne si sente schiacciato dalla sua identità di capofamiglia e una madre sempre oberata dagli impegni vive lo stress che le procurano i sei figli.

Poi c’è il nonno Abelardo, che ama scrivere versi e conversare con Dio, mentre la nonna Alma ha alle spalle una vita vissuta a contatto con grandi scrittori ed artisti e intrattiene una corrispondenza epistolare con la sua amica defunta Ernestina Beltran.

Ma i personaggi fuoriusciti dalla penna di Trueba comprendono anche sei ragazzi fra i nove e i ventotto anni, ognuno con una caratteristica.

Félix è il maggiore ed è appassionato di cinema, Basilio ha un aspetto terrificante, accompagnato da un grande talento artistico.

Nacho ha successo con le donne mentre Gaspar è uno scrittore in erba. Lucas è un amante dei pesci e Mathias, affetto dalla sindrome di Latimer, crede di essere il capofamiglia.

Autore di un improbabile quanto efficace trattato sull’aggressività sociale, uno psichiatra mancato pianta la tenda nel giardino di casa per svolgere la sua attività al servizio della famigliola, così come si prodigano per la famiglia le altre figure coinvolte nella storia.

Con il suo ritmo travolgente e la sua verve umoristica, “Aperto tutta la notte” ricorda alla lontana la saga dei  Malaussène di Pennac e segna il successo di un autore tradotto in più di dodici lingue.

david trube - aperto tutta la notte

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Gyrotonic Expansion System

Volete migliorare la vostra postura e avere una muscolatura tonica o una colonna vertebrale più elastica?

Il vostro benessere psicofisico risente dei ritmi frenetici della vita quotidiana o dell’avanzare degli anni?

Ripensate voi stessi!

imgIl vostro corpo e la vostra interiorità possono trarre enormi benefici dai metodi sviluppati dal danzatore ungherese Juliu Horvath e compresi nel Gyrotonic Expansion System.

Questo speciale sistema di esercizio fisico assembla i principi della danza classica, dello yoga, delle arti marziali, del nuoto e della ginnastica, armonizzandoli in una disciplina che permette al corpo di andare oltre i suoi limiti e di migliorare nel suo complesso.

Il Gyrotonic Expansion System è un’attività ideale per grandi e piccini, danzatori e atleti, amanti del fitness e donne che vogliono recuperare la forma fisica dopo il parto. Ideato negli anni Ottanta del secolo scorso e ormai diffuso nel mondo, il Gyrotonic è molto diffuso anche in Italia e non soltanto nelle grandi città.

Chiunque voglia praticare quest’attività a Caltanissetta o ottenere maggiori informazioni a riguardo può, per esempio, cliccare sul sito internet www.gyrotoniccaltanissetta.it

La giusta attenzione al respiro e alla postura del corpo e la dinamicità multidirezionale dei movimenti, principali caratteristiche di questo metodo, vi permetteranno di riscoprire la vostra dimensione di persone.

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Gelato al Cioccolato

Gli ingredienti del gelato al cioccolato.
Gli ingredienti del gelato al cioccolato.

“Gelato al cioccolato, dolce e un po’ salato” dice il refrain del grande successo musicale cantato da Pupo.

Con il suo colore scuro e quel sapore dolce non ben definito, il gelato al cioccolato può essere considerato un intramontabile leitmotiv della gelateria. Chi possiede una gelatiera può prepararlo a casa utilizzando gli ingredienti che più preferisce. Per la nostra versione leggera abbiamo utilizzato il cacao amaro e il risultato non vi deluderà:

  • Un litro di latte parzialmente scremato
  • Grammi 125 di cacao amaro
  • Grammi 600 di zucchero
  • Due albumi d’uovo.

Rompete le uova separando i tuorli dagli albumi e montate questi ultimi a neve.

Mettete lo zucchero in una casseruola e aggiungete, setacciandoli con un colino, i 125 grammi di cacao amaro.

 

L'amalgama di cacao e zucchero.
L’amalgama di cacao e zucchero.
L'aggiunta degli albumi a neve.
L’aggiunta degli albumi a neve.

Amalgamate bene il tutto e incorporate gli albumi a neve, continuando a mescolare.

Versate infine il latte parzialmente scremato e mescolate in modo che non si formino grumi.

Il gelato al cioccolato.
Il gelato al cioccolato.

Mettete la casseruola sul fuoco basso per una decina di minuti, continuando a mescolare in modo che gli ingredienti si fondano bene ma senza arrivare ad ebollizione.

Lasciate raffreddare il composto a temperatura ambiente e, quando si sarà raffreddato, riponetelo in frigorifero per qualche ora.

Versate infine il composto nella gelatiera e se un giro non dovesse essere sufficiente a far mantecare il gelato, programmatene un altro.

Il gelato al cioccolato e' pronto.
Il gelato al cioccolato e’ pronto.
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Birra dello Stretto

birrificio-messina-765x437Nel lontano 1923 la Birra Messina muoveva i primi passi di una vita ricca di meriti e riconoscimenti.

La sua lunga storia è stata però travagliata dalle ultime vicende di una crisi deflagrata nel 2007, quando Heineken,  titolare dello storico marchio messinese, decide di dire addio alla Sicilia continuando a produrre altrove.

Da allora molte cose sono cambiate e i progetti siciliani, non andati felicemente in porto.

Nel 2011, quando gli operai dello stabilimento messinese perdono il lavoro, tutto suggerirebbe la fine tragica della loro vicenda occupazionale.

Invece si tratta del punto di partenza di una bella storia, fatta di volontà, sacrifici e tenacia.

Una storia che nasce dalla dedizione al lavoro e dal rispetto delle competenze acquisite in tanti anni.

Perché 15 degli operai licenziati nel 2011 hanno deciso di scommettere di nuovo sulla birra creando una cooperativa per continuare a produrla.

Così i metodi e i segreti che i mastri birrai si tramandano di generazione in generazione avranno un futuro grazie a questi dipendenti, che hanno avviato il birrificio con i loro TFR e sforzandosi di trovare nuovi canali di finanziamento.

A questi protagonisti della buona occupazione, che prestano la propria opera in un’isola in ginocchio anche per la mancanza di lavoro, la Regione ha concesso in affitto due capannoni dell’area industriale di Messina, offrendo alcune agevolazioni.

Così, da metà settembre, il Birrificio Messina tornerà nei banconi e negli scaffali con tre esempi produttivi di riscatto: Birra dello Stretto, Doc 15 e cruda Doc 15.

E allora, forza! Perché le storie di crisi e di licenziamenti possono avere un lieto fine anche in Sicilia.

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Ragazzi di Zinco

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Il premio Nobel conferito alla scrittrice Svetlana Aleksievic acquista in Italia un senso ancora maggiore, soprattutto in relazione alle consuetudini di raccolta delle fonti orali e delle esperienze umane che circondano le grandi vicende così come la storia in genere.

Nel paese di Danilo Dolci e dei “Banditi di Partinico”, il lettore non si troverà spiazzato nel leggere “Ragazzi di zinco”, tradotto in italiano nel 2003 dalle Edizioni e/o.

Trecento sedici pagine zeppe di voci che raccontano la tragedia sovietica della guerra in Afghanistan, protrattasi tra il 1979 e l’89. I ragazzi e le ragazze che partirono per quella che il regime comunista definì la “grande causa internazionalista e patriottica” furono almeno un milione, dei quali molti tornati chiusi dentro bare di zinco e sepolti nell’oscurità della notte.

Mezzo milione furono invece le sole vittime afgane.

Il libro della giornalista e scrittrice di origine bielorussa riporta le voci delle madri dei soldati uccisi, dei feriti di guerra, delle infermiere che hanno vissuto la vicenda come un’avventura patriottica e, non ultime, le voci di chi è tornato da un inferno che l’URSS ha poi minimizzato se non nascosto. “Ragazzi di zinco” è un libro corale, che racconta una verità cruda e straziante.

Un libro che appassiona nel far riflettere sulle infinite miserie causate dalle guerre.

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Ernst Weiss, Musica a Praga

Ernst Weiss, Musica a praga, il blog di marcella, torronificio m. geraci, caltanissetta

1Ci si può fermare all’apparenza di una copertina per scegliere un libro? Certamente!

Soprattutto quando in una libreria moderna di una qualunque città di provincia, in un giorno come tanti, l’occhio cade su un libro del 1962 che, di quell’anno, porta tutti i segni.

Se poi il libro viene acquistato negli anni di passaggio dalla lira all’euro, lo sguardo perplesso del libraio fa il resto.

“Costa trecentocinquanta lire”, quindi? Qual è il giusto prezzo?

Un libro “musicale” ambientato a Praga, odierna capitale della Repubblica Ceca che fu centro politico e culturale della Boemia per oltre 1100 anni.

Ernst Weiss, Musica a praga, il blog di marcella, torronificio m. geraci, caltanissetta Ciliegina sulla torta, “Musica a Praga” (Milano, Dall’Oglio Editore) pubblicato per la prima volta in Germania nel 1926 e in Italia nel 1933 è opera del grande scrittore Ernst Weiss.

La protagonista, Franziska, è divisa fra la passione per la musica e l’amore per Erwin, a sua volta lacerato dalla passione per due donne, Franziska e Hedy.

 

Ernst Weiss, Musica a praga, il blog di marcella, torronificio m. geraci, caltanissetta

Il lettore e la lettrice si troveranno a vivere un brusco quanto coinvolgente alternarsi di emozioni e sentimenti, dall’amore travolgente alla paura della solitudine e dell’abbandono, con la costante presenza della morte per l’intera durata del romanzo.

Che dire ancora? Bello!

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La ricetta del tè freddo alla menta

ricetta, the freddo alla menta, il blog di marcella, torronificio m. geraci, caltanissetta

ricetta, the freddo alla menta, il blog di marcella, torronificio m. geraci, caltanissettaLe temperature estive non sono amiche di una cucina eccessivamente calorica, così anche il nostro blog offrirà soluzioni fresche per i pasti o i rendez–vous pomeridiani di questi mesi.

Per realizzare il tè tè freddo alla menta occorrono veramente pochissime cose.

Tuttavia un ramoscello di menta fresca è quello che farà la differenza nel rendere il vostro infuso dissetante e profumato.

Di seguito, gli ingredienti:

  • Due litri d’acqua naturale.
  • Tre grandi cucchiai (come quello in foto) di zucchero integrale di canna. Se preferite una bevanda meno dolce, ne basteranno due.
  • Due bustine di english breakfast tea (usiamo il tè in bustina per velocizzare il procedimento).
  • Sei foglie di menta fresca.

Versate l’acqua in una pentola capiente e fatela bollire.

Quando l’acqua avrà raggiunto l’ebollizione, spegnete il fuoco e mettete i due filtri di tè in infusione, aggiungendo i tre (o due, se volete la bevanda meno dolce) cucchiai di zucchero integrale di canna e le foglie di menta.

Lasciate tutto in infusione almeno per due ore e fate raffreddare a temperatura ambiente.

Quando il tè si sarà raffreddato, versatelo in una brocca o in una bottiglia di vetro da riporre in frigorifero.

Il tè freddo alla menta è l’ideale per rinfrescarsi negli afosi pomeriggi mediterranei.