






Dire cibo è un altro modo per indicare lavoro e rapporti sociali, impatto con l’ambiente, consuetudine e tradizione.
Il cibo può essere prevaricazione o riconoscimento dei diritti e comunque aggregazione in comunità.
Insomma il cibo è vita e il grande scrittore Jorge Amado introduce i lettori al Brasile delle fazenda attraverso l’odore intenso e le tonalità forti del cacao, pianta dalla quale prende nome il suo romanzo pubblicato per la prima volta nel 1933 dalla Ariel Editora, duemila copie esaurite in un mese.
Negli anni Trenta, Bahia è la meta dei brasiliani che inseguono un futuro migliore lavorando nelle piantagioni e il protagonista del romanzo è uno di loro.
Originario del Sergipe, nato benestante ma colpito da un rovescio finanziario, l’uomo si stabilisce a Ilheus per lavorare nelle piantagioni di cacao del coronel Misael.
Attraverso la vicenda di questo bracciante alfabetizzato ma costretto dalla necessità a una vita povera, i lettori e le lettrici si troveranno nel Brasile del lavoro disumano e dei soprusi dei fazendeiros, del sesso e degli amori travolgenti, dell’altruismo e della violenza efferata, della fede e della coscienza di classe.
Quello che emerge dalle pagine del libro (tradotto in italiano da Einaudi) è un mondo a tinte forti, dove il sapore e l’odore del cacao animano tutte le vicende, liete o tristi che siano.
Attorno al cacao si costruiscono gerarchie economiche, politiche e sociali, si vivono storie d’amore travolgenti o fidanzamenti interrotti, si risvegliano sentimenti di ribellione o si sviluppa uno stato d’animo di sudditanza.
Il cacao diventa insomma la sopravvivenza di un’intera comunità. 
La ciambella salata è l’ideale per fare una gustosa merenda ma anche per accompagnare un aperitivo o servire un antipasto sostanzioso. Per eseguire questa ricetta occorre utilizzare un gorgonzola dolce e cremoso, da armonizzare al resto degli ingredienti in modo da ottenere un sapore leggero.
Ecco quanto serve per un buon risultato:

La loro caciotta stagionata ha conquistato il terzo posto per i formaggi caprini a latte crudo nella X° edizione del Premio Roma per i migliori formaggi.
Ma l’azienda agricola biologica Cammarata era già conosciuta per aver meritato l’Oscar Green nel 2010 per lo stile e la cultura d’impresa.
Dietro questi riconoscimenti ci sono le colline di Contrada Chiapparia, fra Caltanissetta e San Cataldo, dove grazie al lavoro di Luca Cammarata e di chi lo collabora, oltre 200 capre di razza maltese vengono allevate e nutrite con prodotti vegetali ottenuti da coltivazioni biologiche e tecniche che nulla hanno a che vedere con i metodi industriali di gestione dell’allevamento.
La filosofia dell’azienda Cammarata è quella di offrire prodotti sani e genuini senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, rispettando l’ambiente e le esigenze delle capre dalle quali ricavano il latte crudo e gli altri prodotti, lo yogurt e i formaggi.
Per saperne di più e contattare l’azienda è possibile andare sul sito www.aziendacammarata.it. 
Uno dei frutti della terra che meglio rappresenta la Sicilia nel mondo è l’arancia, con il suo profumo inconfondibile e il colore intenso che la caratterizza.
Molto usata in cucina, l’arancia si presta alle preparazioni più varie deliziando gli amanti del dolce ma anche del salato.
La torta che vi proponiamo è molto semplice, non contiene lieviti e ha una modesta dose di burro.
Per la buona riuscita di questo dolce soffice e leggero è molto importante però montare bene le uova.
Gli ingredienti da utilizzare sono i seguenti:

Non sempre si hanno soldi a sufficienza per viaggiare o tempo per sottrarsi alla quotidianità.
Per rimettersi in sesto basta allora organizzare pause brevi, come un bagno rilassante con essenze particolari e luci soffuse.
Oppure un viaggio emozionale attraverso le pagine di un libro, accompagnando la lettura con la degustazione di una specialità tipica del luogo dove il libro è ambientato.
Quello che vi proponiamo è un viaggio emozionale in Egitto al sapore di baklava, specialità di origine turca ma diffusa in tutta l’area dei Balcani e del Medio Oriente.
Il romanzo è “Palazzo Yacoubian” di Ala – al – Aswani, tradotto in lingua italiana nel 2006 e pubblicato per la prima volta in Egitto nel 2002, dopo essere stato rifiutato da molti editori per lo scalpore suscitato dai temi trattati.
Da allora il libro è uno dei più venduti nel mondo arabo e da esso è stato tratto il film diretto da Marwan Hamed.
Negli anni Trenta del Novecento un miliardario armeno fa costruire un palazzo al Cairo, all’interno del quale, molto tempo dopo, si svolgeranno le vite parallele dei personaggi.
Taha, il brillante e devoto figlio del portiere che sogna di frequentare l’accademia di polizia finirà per essere arruolato nelle milizie islamiste e la sua fidanzata Buthayna, costretta dal bisogno a cercarsi un lavoro sarà vittima delle angherie dei padroni.
Taha e Buthayna, insieme al vecchio e gaudente aristocratico Zaki, all’intellettuale gay Hatim e a molte altre figure rendono il palazzo Yacoubian metafora di un Egitto malato per la mancanza di democrazia, che l’autore individua come causa prima del fondamentalismo, del terrorismo e dell’arroganza dei potenti. 
Nell’eseguire questa ricetta non dovete disporre le fettine di mela a raggiera sull’impasto ma mescolarle ad esso, in modo da renderle più morbide. È possibile usare qualsiasi tipo di mela perché la cosa importante è tagliare la frutta a fettine sottili. Gli ingredienti della torta alle mele sono i seguenti:

Un libro fotografico è l’ideale per raccontare l’eccellenza dolciaria siciliana, soprattutto se vincitore della Sezione Italia del Gourmand World Cookbook Award nel 2012.
Il volume si intitola “Dolce Sicilia” ed è il risultato del lavoro del fotografo Giò Martorana e del giornalista Marco Ghiotto, due cognomi che calzano a pennello con le vicende narrate nelle 176 pagine del libro, edito da Electa.
Denso di illustrazioni e storie, il volume racconta un’eredità agroalimentare che nasce dalla biodiversità del territorio e dalla grande inventiva degli artigiani siciliani.
Ogni prodotto è una storia e un paesaggio, insomma il pezzo di un’isola mai uguale a sé stessa come fosse uno scrigno pieno di tesori nascosti.
Nel libro ci siamo anche noi, tra fichi d’india, mandorle, pistacchi, ceramiche pregiate e informazioni utili sulla Sicilia delle produzioni artigianali d’eccellenza.
“Dolce Sicilia” è anche un bel regalo agli intenditori di fotografia, magari accompagnato da qualche prelibatezza nostrana per dare forma e gusto alla nostra bellissima isola.


Quando la modernità si nutre del rapporto con il passato, si può ricavare una camera da letto super accessoriata anche da un tugurio.
Per farlo occorre però tanto coraggio, forza di volontà e denaro da investire. Beatrice Giammusso ha 68 anni e tenacia da vendere.
Quando nel 2007 ha avviato il suo bed & breakfast alla Provvidenza, uno dei quartieri più antichi e affascinanti di Caltanissetta ormai da anni abbandonato al degrado, le stanze a disposizione erano tre.
Oggi la signora Beatrice ha ristrutturato e arredato ben 20 tra stanze e appartamenti, trasformando il suo B&B in albergo diffuso.
Nel cuore di Caltanissetta, a due passi dalla piazza principale, “Antichi ricordi”, così si chiama la struttura messa in piedi dalla Giammusso, offre alla sua clientela la possibilità di un bagno turco, un idromassaggio o una doccia emozionale a base di essenze e colori.
Le stanze (alcune delle quali ideate per accogliere persone con disabilità) portano i nomi delle miniere che hanno caratterizzato la storia della provincia nissena fino al Novecento inoltrato e sono abbellite da opere di artisti locali, nell’ottica della valorizzazione del territorio.
Riproporre ciò che è antico proiettandolo nella modernità somiglia molto alla nostra filosofia aziendale dell’innovare la tradizione ed è per noi un buon esempio da offrirvi.
Per saperne di più http://www.antichiricordi.com/. 
Possono contare sulla storicità del loro marchio, sull’eccellenza della produzione artigianale e su un amore per l’arte che li spinge a collaborare con grandi maestri contemporanei.
Questo e molto altro è la distilleria Pagura, dalle origini che si perdono nel 1879, anno in cui Domenico Campagna avviò a Castions di Zoppola il suo primo alambicco.
Piano piano, l’attività rudimentale diventò una rivendita di grappa e infine una distilleria, ereditata dal giovane garzone di bottega Lindo Pagura, dal quale l’azienda prende il nome ancora oggi.
Giunta alla quarta generazione, Pagura è la più antica distilleria del Friuli e vanta una produzione artigianale eccellente, realizzata con vinacce freschissime derivate da uve provenienti dalle Grave friulane, perfettamente conservate e fatte fermentare per pochi giorni in ambiente anaerobico prima di essere distillate.
I prodotti vengono valorizzati grazie a idee come la “grappa d’artista”, creazioni di artisti di fama internazionale in esclusiva per l’azienda.
Per saperne di più o per contattare la distilleria è possibile andare sul sito internet www.distilleriapagura.com. 
Volete fare una colazione leggera senza rinunciare ai piaceri del dolce? Questa è la ricetta del porridge, piatto originario dei paesi anglosassoni, che potrete trovare in mille varianti curiosando su internet o tra i libri di cucina.
Il porridge si fa con i fiocchi d’avena e siccome pensiamo che è meglio che le cose cuociano nel loro brodo, allora il latte che vi consigliamo di usare è quello di avena.
Questi sono gli ingredienti per preparare una porzione di porridge:
Fate cuocere il composto a fuoco dolce per almeno quattro minuti, in modo che sia denso al punto giusto.
Versate infine il porridge in un piatto fondo e aggiungete una spruzzata di cannella e gli ingredienti che volete abbinare.
Se volete rendere la colazione più nutriente e sostanziosa, consigliamo di aggiungere una banana tagliata a rondelle e un cucchiaio di gherigli di noci tritati o sminuzzati a mano.
Buon appetito! 
Fra le pagine di Leonardo Sciascia la cucina siciliana ha il posto che merita e le specialità gastronomiche e dolciarie citate dallo scrittore di Racalmuto sono quelle che meglio rappresentano l’isola nel mondo.
Si passa dalle panelle allo sfoglio di Polizzi Generosa, dal biancomangiare al torrone e a molto altro.
Che le pagine di Sciascia non disdegnino la cucina lo si può notare leggendo le sue opere, oppure lasciandosi condurre dal nuovo libro di Salvatore Vullo dal titolo significativo “Di terra e di cibo”, settantatré pagine edite da Salvatore Sciascia nel 2014.
Vullo rilegge l’opera di Sciascia alla luce del legame dello scrittore con la civiltà contadina e il libro risulta facile e scorrevole alla lettura.
A concludere il saggio è un ricettario con alcune specialità citate nei romanzi di Sciascia e quelle che lo scrittore di Racalmuto amava preparare personalmente.
Come la “caponata di Leonardo” presente nel libro nella versione interpretata da Giannola Nonino, l’imprenditrice dell’omonima distilleria grande amica dello scrittore.
In definitiva, nel libro letteratura e cucina sono considerate espressioni dell’anima del territorio siciliano ed è questa la ragione che ci spinge a consigliarvelo.
Troverete tante cose su noi siciliani, o almeno utili tracce da cui partire per il vostro viaggio alla scoperta di questa meravigliosa isola. 
Davvero un bell’esempio di originalità nel realizzare prodotti d’eccellenza nel campo della cosmetica per il corpo e delle essenze per l’ambiente. Loro sono i “Pazzi fiorentini S.r.l.” e il marchio che hanno messo in piedi si chiama Experimenta Firenze.
La loro attività si può sintetizzare in una rivisitazione in chiave moderna dell’antica raccolta di ricette di bellezza, alchimia e prescrizioni mediche opera di Caterina Sforza, della quale una copia originale si trova nella Biblioteca Nazionale di Firenze.
Le ricette dell’antico trattato sono quindi diventate saponi, bagnoschiuma e creme per il corpo prodotti con ingredienti naturali e fragranze particolari come il pane toscano, il cioccolato, la crema pasticcera, il vino Chianti, il cappuccino, l’espresso, l’olio extravergine, la canapa, il gelsomino, gli abbinamenti di frutta e tanti altri aromi.
Fra i prodotti per la casa, i profumatori d’ambiente all’erba appena tagliata del Giardino di Boboli, al profumo del mare dopo una nuotata, alla romantica passeggiata in campagna, al sigaro del mio nonno e i marmi profumati in tante fragranze.
Degni di nota anche i saponi avvolti da stoffe cucite a mano, i braccialetti e gli orologi con cinturino in lino, cotone e seta cuciti a mano nella migliore tradizione dell’artigianato fiorentino. Insomma, un bel modo per innovare la tradizione che somiglia molto alla nostra filosofia aziendale.
Per saperne di più è possibile consultare il sito www.experimenta.it.

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Fra corsi e ricorsi della tavola, in Italia il pane è un vero protagonista, degno accompagnatore del salato ma anche utile ingrediente del dolce.
Avete in casa del pane raffermo, che non sapete come utilizzare (e siete già sommersi di pangrattato)?
Vi piacciono i dolci della cucina povera di molte regioni italiane (povera, si fa per dire) e amate riciclare i cibi che avanzano?
Siete drogati di pane e fate una colazione molto nutriente, specialmente nei mesi invernali?
Allora, questa torta realizzata con pane raffermo fa proprio al caso vostro.
Nel nostro blog proponiamo una ricetta facile e veloce con questi ingredienti:

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