Pubblicato il Lascia un commento

Ivana Riggi, architetto/designer

"The flying city" di Ivana Riggi
Ivana_Riggi
Ivana Riggi
Dagli studi universitari in Architettura al design di gioielli d’autore che hanno riscosso grande successo in Italia e fuori. Nissena, classe 1972, l’ultimo traguardo di Ivana Riggi è l’esposizione della sua collana in rame “Incontri” nella mostra “Dal mare e per il mare” che si terrà all’Hotel Cave Bianche di Favignana, dal 4 al 27 giugno. L’evento dedicato al gioiello contemporaneo nasce da un progetto di Silvia Tardy (titolare della galleria “Internocortile” di Torino) e propone le creazioni di nove artisti e designer di fama internazionale. Ivana Riggi debutta nel settore orafo già nel 2006 con la creazione di Elementi, un marchio di gioielli in oro 18kt ma anche legno di pero, diamante nero, rame, argento, carta, acciaio inox, plexiglass, cuoio e tessuto.
"The flying city" di Ivana Riggi
“The flying city” di Ivana Riggi
Il monile progettato da Ivana Riggi risponde a una funzione estetica ma anche antropologica, come del resto dimostrano le sue collezioni: Geometrie, Movimenti, Sequenze, Incontri, Life, Osmosi, Puppets, Tales, Metasmorfiosa, Piotr, Frattale e Frattalino. Sua è anche la collezione di abiti per donna Dieci abiti nel tempo dalla quale si evince un’ecletticità rafforzata dalla sua attività di scrittrice. Ivana Riggi ha infatti pubblicato con A&B editrice e Aracne edizioni Roma e ha scritto per Design Context, Oltrepensiero Archimagazine e 4amagazine. Fra le mostre cui ha preso parte “VicenzaOro”, “Contemporary Jewels in Stark” a Berlino, “The New Italian Design” a San Francisco e Santiago del Cile. Per saperne di più www.ivanariggi.com
Pubblicato il

Jorge Amado, Cacao

Jorge Amado, Cacao, Torronificio M. Geraci, Caltanissetta, Marcella Geraci 3Jorge Amado, Cacao, Torronificio M. Geraci, Caltanissetta, Marcella Geraci 3Dire cibo è un altro modo per indicare lavoro e rapporti sociali, impatto con l’ambiente, consuetudine e tradizione. Il cibo può essere prevaricazione o riconoscimento dei diritti e comunque aggregazione in comunità. Insomma il cibo è vita e il grande scrittore Jorge Amado introduce i lettori al Brasile delle fazenda attraverso l’odore intenso e le tonalità forti del cacao, pianta dalla quale prende nome il suo romanzo pubblicato per la prima volta nel 1933 dalla Ariel Editora, duemila copie esaurite in un mese. Negli anni Trenta, Bahia è la meta dei brasiliani che inseguono un futuro migliore lavorando nelle piantagioni e il protagonista del romanzo è uno di loro. Originario del Sergipe, nato benestante ma colpito da un rovescio finanziario, l’uomo si stabilisce a Ilheus per lavorare nelle piantagioni di cacao del coronel Misael. Attraverso la vicenda di questo bracciante alfabetizzato ma costretto dalla necessità a una vita povera, i lettori e le lettrici si troveranno nel Brasile del lavoro disumano e dei soprusi dei fazendeiros, del sesso e degli amori travolgenti, dell’altruismo e della violenza efferata, della fede e della coscienza di classe. Quello che emerge dalle pagine del libro (tradotto in italiano da Einaudi) è un mondo a tinte forti, dove il sapore e l’odore del cacao animano tutte le vicende, liete o tristi che siano. Attorno al cacao si costruiscono gerarchie economiche, politiche e sociali, si vivono storie d’amore travolgenti o fidanzamenti interrotti, si risvegliano sentimenti di ribellione o si sviluppa uno stato d’animo di sudditanza. Il cacao diventa insomma la sopravvivenza di un’intera comunità.
Pubblicato il

Ciambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci

Ciambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci, torronificio M. Geraci, CaltanissettaCiambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci, torronificio M. Geraci, CaltanissettaLa ciambella salata è l’ideale per fare una gustosa merenda ma anche per accompagnare un aperitivo o servire un antipasto sostanzioso. Per eseguire questa ricetta occorre utilizzare un gorgonzola dolce e cremoso, da armonizzare al resto degli ingredienti in modo da ottenere un sapore leggero. Ecco quanto serve per un buon risultato:
  • grammi 450 di farina tipo 00
  • una bustina di polvere lievitante per torte salate
  • una manciata di parmigiano reggiano grattugiato
  • un cucchiaino di sale
  • grammi 80 di burro
  • 150 ml di yogurt bianco
  • 250 ml di latte intero
  • due uova
  • grammi 150 di gorgonzola
  • grammi 100 di gherigli di noce
  • uno stampo per ciambella
  • burro e farina per ungere
Versate lo yogurt in una terrina e aggiungete il latte intero, mescolando con un cucchiaio di legno da cucina. Aggiungete, una alla volta, le uova e infine il sale, continuando a mescolare in modo da ottenere un amalgama. Per un risultato migliore è consigliabile l’utilizzo di una frusta elettrica. Mettete il burro in un pentolino, fatelo sciogliere a fiamma bassa e aggiungetelo all’amalgama di latte, uova e yogurt sempre mescolando, in modo da ottenere un risultato omogeneo. Ancora una volta è consigliabile l’uso della frusta. Aggiungete quindi la farina, setacciandola a poco a poco con un colino per non formare grumi e mescolandola al resto degli ingredienti in modo da distribuirla uniformemente. Sempre setacciando, aggiungete il lievito e lavorate il tutto fino a quando non otterrete un impasto liscio e compatto, anche questa volta con l’ausilio della frusta. Fate a pezzi il gorgonzola e unitelo all’impasto, mescolando con la frusta elettrica fino ad ottenere di nuovo un risultato omogeneo. Spezzate i gherigli di noci in pezzi più piccoli e aggiungeteli al resto degli ingredienti mescolando solo con un cucchiaio di legno, per evitare di polverizzarli. Portate il forno a 180 ° e versate il composto in uno stampo per ciambella imburrato e infarinato. Quando il forno avrà raggiunto la temperatura prestabilita, fate cuocere la ciambella per un’ora. A fine cottura, cospargete la ciambella con il parmigiano reggiano grattugiato e rimettetela nel forno spento per cinque minuti, in modo da far sciogliere il formaggio in superficie. Quando si sarà raffreddata, tirate fuori la ciambella dallo stampo e servite. Lievitata e ben cotta, la ciambella salata è uno spettacolo per la vista prima ancora che una gioia per il palato. Ciambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci, torronificio M. Geraci, Caltanissetta
Pubblicato il Lascia un commento

Azienda Agricola Biologica Cammarata

cammarata La loro caciotta stagionata ha conquistato il terzo posto per i formaggi caprini a latte crudo nella X° edizione del Premio Roma per i migliori formaggi. Ma l’azienda agricola biologica Cammarata era già conosciuta per aver meritato l’Oscar Green nel 2010 per lo stile e la cultura d’impresa. Dietro questi riconoscimenti ci sono le colline di Contrada Chiapparia, fra Caltanissetta e San Cataldo, dove grazie al lavoro di Luca Cammarata e di chi lo collabora, oltre 200 capre di razza maltese vengono allevate e nutrite con prodotti vegetali ottenuti da coltivazioni biologiche e tecniche che nulla hanno a che vedere con i metodi industriali di gestione dell’allevamento. Capra-Maltese-di-Luca-Cammarata, Torronificio Geraci, CaltanissettaLa filosofia dell’azienda Cammarata è quella di offrire prodotti sani e genuini senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, rispettando l’ambiente e le esigenze delle capre dalle quali ricavano il latte crudo e gli altri prodotti, lo yogurt e i formaggi. Per saperne di più e contattare l’azienda è possibile andare sul sito www.aziendacammarata.it.
Pubblicato il Lascia un commento

Torta semplice all’arancia

Ricetta, Torta semplice all'arancia, Torronificio Geraci, CaltanissettaRicetta, Torta semplice all'arancia, Torronificio Geraci, CaltanissettaUno dei frutti della terra che meglio rappresenta la Sicilia nel mondo è l’arancia, con il suo profumo inconfondibile e il colore intenso che la caratterizza. Molto usata in cucina, l’arancia si presta alle preparazioni più varie deliziando gli amanti del dolce ma anche del salato. La torta che vi proponiamo è molto semplice, non contiene lieviti e ha una modesta dose di burro. Per la buona riuscita di questo dolce soffice e leggero è molto importante però montare bene le uova. Gli ingredienti da utilizzare sono i seguenti:
  • quattro uova
  • un’arancia di piccole dimensioni, matura al punto giusto (la buccia deve essere in buone condizioni)
  • grammi 300 di farina tipo 00
  • grammi 300 di zucchero, preferibilmente di canna;
  • grammi 30 di burro
  • una noce di burro e della farina per ungere la teglia, nel caso non abbiate lo stampo in silicone,
  • zucchero al velo (facoltativo).
Rompete le uova in una terrina, aggiungete lo zucchero e montate il tutto con la frusta elettrica fino a quando il composto non diventi spumoso. Setacciate la farina un po’ alla volta sopra il composto di uova e zucchero e mescolate il tutto cercando di evitare che si formino grumi, magari usando di nuovo la frusta. Grattugiate la scorza dell’arancia unendola agli altri ingredienti, in modo che assorbano l’aroma del frutto in maniera uniforme e incorporate all’impasto, filtrandolo con un colino, anche il succo dell’arancia e infine il burro fuso. Mescolate ancora gli ingredienti con la frusta elettrica e versate l’impasto in una tortiera unta o in uno stampo in silicone. Portate la temperatura del forno a 180° e fate cuocere per un’ora. A fine cottura capovolgete la torta su un piatto e spolveratela (se volete) con lo zucchero al velo, ma il dolce risulta buono anche senza! Ricetta, Torta semplice all'arancia, Torronificio Geraci, Caltanissetta
Pubblicato il Lascia un commento

“Palazzo Yacoubian” di Ala-al-Aswani

Palazzo Yacoubian, Ala-al-Aswani, Torronificio GeraciPalazzo Yacoubian, Ala-al-Aswani, Torronificio GeraciNon sempre si hanno soldi a sufficienza per viaggiare o tempo per sottrarsi alla quotidianità. Per rimettersi in sesto basta allora organizzare pause brevi, come un bagno rilassante con essenze particolari e luci soffuse. Oppure un viaggio emozionale attraverso le pagine di un libro, accompagnando la lettura con la degustazione di una specialità tipica del luogo dove il libro è ambientato. Quello che vi proponiamo è un viaggio emozionale in Egitto al sapore di baklava, specialità di origine turca ma diffusa in tutta l’area dei Balcani e del Medio Oriente. Il romanzo è “Palazzo Yacoubian” di Ala – al – Aswani, tradotto in lingua italiana nel 2006 e pubblicato per la prima volta in Egitto nel 2002, dopo essere stato rifiutato da molti editori per lo scalpore suscitato dai temi trattati. Da allora il libro è uno dei più venduti nel mondo arabo e da esso è stato tratto il film diretto da Marwan Hamed. Negli anni Trenta del Novecento un miliardario armeno fa costruire un palazzo al Cairo, all’interno del quale, molto tempo dopo, si svolgeranno le vite parallele dei personaggi. Taha, il brillante e devoto figlio del portiere che sogna di frequentare l’accademia di polizia finirà per essere arruolato nelle milizie islamiste e la sua fidanzata Buthayna, costretta dal bisogno a cercarsi un lavoro sarà vittima delle angherie dei padroni. Taha e Buthayna, insieme al vecchio e gaudente aristocratico Zaki, all’intellettuale gay Hatim e a molte altre figure rendono il palazzo Yacoubian metafora di un Egitto malato per la mancanza di democrazia, che l’autore individua come causa prima del fondamentalismo, del terrorismo e dell’arroganza dei potenti.
Pubblicato il

Ricetta della Torta di Mele

Ricetta Torta di Mele, il Blog di Marcella, Torronificio M. GeraciRicetta Torta di Mele, il Blog di Marcella, Torronificio M. GeraciNell’eseguire questa ricetta non dovete disporre le fettine di mela a raggiera sull’impasto ma mescolarle ad esso, in modo da renderle più morbide. È possibile usare qualsiasi tipo di mela perché la cosa importante è tagliare la frutta a fettine sottili. Gli ingredienti della torta alle mele sono i seguenti:
  • grammi 700 di mele
  • un limone
  • grammi 200 di zucchero, preferibilmente di canna
  • grammi 200 di farina 00
  • una bustina di lievito in polvere
  • un pizzico di sale
  • una bustina di vanillina
  • due uova
  • 200 ml di latte parzialmente scremato
  • grammi 100 di burro
  • una spruzzata di cannella
  • zucchero al velo
Sbucciate le mele, privatele del torsolo e dividetele in quattro parti, che taglierete a fettine sottili. La morbidezza delle mele dipenderà dalla cura con la quale avrete eseguito questa operazione. Grattugiate la buccia di un limone e mescolatela allo zucchero di canna. In una ciotola a parte, riponete le fettine di mela e bagnatele uniformemente col succo del limone. Al composto di buccia di limone e zucchero aggiungete le uova e mescolate tutto con una frusta elettrica, aggiungendo infine il burro fuso e il latte. A questo punto aggiungete, setacciandoli, la farina e il lievito e poi la vanillina, il sale e la cannella, ripassando un’altra volta la frusta elettrica per amalgamare bene l’impasto, che dovrà essere omogeneo ma non troppo liquido. Prendete le fettine di mela, sgocciolatele dal succo, privatele dei semi del limone e mescolatele all’impasto in modo da sparpagliarle bene. Mettete il tutto in uno stampo di silicone (se lo avete) così non avrete bisogno di imburrare o infarinare. Altrimenti prendete la vostra tortiera, imburratela, infarinatela e versate dentro il composto. Portate il forno a 180 gradi (è un’operazione che potete fare anche prima di finire l’impasto, in modo da risparmiare tempo) e cuocete la torta per un’ora. Quando la torta sarà pronta, lasciatela raffreddare e spolverizzatela con dello zucchero al velo prima di servirla o consumarla. Ricetta Torta di Mele, il Blog di Marcella, Torronificio M. Geraci
Pubblicato il

Dolce Sicilia

La copertina di Dolce Sicilia, Torronificio GeraciLa copertina di Dolce Sicilia, Torronificio GeraciUn libro fotografico è l’ideale per raccontare l’eccellenza dolciaria siciliana, soprattutto se vincitore della Sezione Italia del Gourmand World Cookbook Award nel 2012. Il volume si intitola “Dolce Sicilia” ed è il risultato del lavoro del fotografo Giò Martorana e del giornalista Marco Ghiotto, due cognomi che calzano a pennello con le vicende narrate nelle 176 pagine del libro, edito da Electa. Denso di illustrazioni e storie, il volume racconta un’eredità agroalimentare che nasce dalla biodiversità del territorio e dalla grande inventiva degli artigiani siciliani. Ogni prodotto è una storia e un paesaggio, insomma il pezzo di un’isola mai uguale a sé stessa come fosse uno scrigno pieno di tesori nascosti. Nel libro ci siamo anche noi, tra fichi d’india, mandorle, pistacchi, ceramiche pregiate e informazioni utili sulla Sicilia delle produzioni artigianali d’eccellenza. “Dolce Sicilia” è anche un bel regalo agli intenditori di fotografia, magari accompagnato da qualche prelibatezza nostrana per dare forma e gusto alla nostra bellissima isola. Dolce Sicilia 2Dolce Sicilia 1
Pubblicato il

B&B Antichi ricordi di Beatrice Giammusso

B&B Antichi ricordi di Beatrice Giammusso, Rorronificio GeraciB&B Antichi ricordi di Beatrice Giammusso, Rorronificio GeraciQuando la modernità si nutre del rapporto con il passato, si può ricavare una camera da letto super accessoriata anche da un tugurio. Per farlo occorre però tanto coraggio, forza di volontà e denaro da investire. Beatrice Giammusso ha 68 anni e tenacia da vendere. Quando nel 2007 ha avviato il suo bed & breakfast alla Provvidenza, uno dei quartieri più antichi e affascinanti di Caltanissetta ormai da anni abbandonato al degrado, le stanze a disposizione erano tre. Oggi la signora Beatrice ha ristrutturato e arredato ben 20 tra stanze e appartamenti, trasformando il suo B&B in albergo diffuso. Nel cuore di Caltanissetta, a due passi dalla piazza principale, “Antichi ricordi”, così si chiama la struttura messa in piedi dalla Giammusso, offre alla sua clientela la possibilità di un bagno turco, un idromassaggio o una doccia emozionale a base di essenze e colori. Le stanze (alcune delle quali ideate per accogliere persone con disabilità) portano i nomi delle miniere che hanno caratterizzato la storia della provincia nissena fino al Novecento inoltrato e sono abbellite da opere di artisti locali, nell’ottica della valorizzazione del territorio. Riproporre ciò che è antico proiettandolo nella modernità somiglia molto alla nostra filosofia aziendale dell’innovare la tradizione ed è per noi un buon esempio da offrirvi. Per saperne di più http://www.antichiricordi.com/.
Pubblicato il Lascia un commento

Distilleria PAGURA

Grappa d'artista PAGURA 2014, creazione di Mario Moretti prodotta in 350 esemplari numerati tutti dipinti a manoGrappa d'artista PAGURA 2014, creazione di Mario Moretti prodotta in 350 esemplari numerati tutti dipinti a manoPossono contare sulla storicità del loro marchio, sull’eccellenza della produzione artigianale e su un amore per l’arte che li spinge a collaborare con grandi maestri contemporanei. Questo e molto altro è la distilleria Pagura, dalle origini che si perdono nel 1879, anno in cui Domenico Campagna avviò a Castions di Zoppola il suo primo alambicco. Piano piano, l’attività rudimentale diventò una rivendita di grappa e infine una distilleria, ereditata dal giovane garzone di bottega Lindo Pagura, dal quale l’azienda prende il nome ancora oggi. Giunta alla quarta generazione, Pagura è la più antica distilleria del Friuli e vanta una produzione artigianale eccellente, realizzata con vinacce freschissime derivate da uve provenienti dalle Grave friulane, perfettamente conservate e fatte fermentare per pochi giorni in ambiente anaerobico prima di essere distillate. I prodotti vengono valorizzati grazie a idee come la “grappa d’artista”, creazioni di artisti di fama internazionale in esclusiva per l’azienda. Per saperne di più o per contattare la distilleria è possibile andare sul sito internet www.distilleriapagura.com.
Pubblicato il Lascia un commento

La ricetta per un ottimo Porridge.

La ricetta del Porridge - M. GeraciLa ricetta del Porridge - M. GeraciVolete fare una colazione leggera senza rinunciare ai piaceri del dolce? Questa è la ricetta del porridge, piatto originario dei paesi anglosassoni, che potrete trovare in mille varianti curiosando su internet o tra i libri di cucina. Il porridge si fa con i fiocchi d’avena e siccome pensiamo che è meglio che le cose cuociano nel loro brodo, allora il latte che vi consigliamo di usare è quello di avena. Questi sono gli ingredienti per preparare una porzione di porridge:
  • 200 ml di latte d’avena;
  • 50 grammi di fiocchi d’avena;
  • un cucchiaio di zucchero (preferibilmente di canna);
  • una spruzzata di cannella.
Versate il latte d’avena in una casseruola, aggiungete il cucchiaio di zucchero e mescolate fino ad amalgamare tutto. Fate scaldare il latte a fiamma bassa e quando comincia a sobbollire, versate dentro la casseruola i fiocchi d’avena, mescolando continuamente. La ricetta del Porridge - M. GeraciFate cuocere il composto a fuoco dolce per almeno quattro minuti, in modo che sia denso al punto giusto. Versate infine il porridge in un piatto fondo e aggiungete una spruzzata di cannella e gli ingredienti che volete abbinare. Se volete rendere la colazione più nutriente e sostanziosa, consigliamo di aggiungere una banana tagliata a rondelle e un cucchiaio di gherigli di noci tritati o sminuzzati a mano. Buon appetito!
Pubblicato il Lascia un commento

Il nostro cioccolato…

Cioccolato - Geraci1870 - Torronificio M. Geraci Il cioccolato del Torronificio M. Geraci, un aroma classico e senza tempo. Una variante che nel corso degli anni è riuscita a fare breccia nel cuore degli appassionati del cioccolato. Gradevole idea per concludere nel migliore dei modi un pranzo o una cena, o semplicemente per godere di un intervallo gustoso nel corso della giornata. [button link=”https://www.geraci1870.com/negozio/cioccolatini-ripieni/”]Ordina adesso i Cioccolatini Artigianali Ripieni Geraci[/button]
Pubblicato il

Premio “Massimo Alberini” al Torronificio Geraci.

Accademi Italiana della Cucina, Torronificio M. GeraciAccademi Italiana della Cucina, Torronificio M. Geraci
Quest’anno l’Accademia Italiana della Cucina, fondata da Orio Vergani nel 1953 ha conferito il premio Massimo Alberini al Torronificio Geraci. Istituito nel 2014, il premio è assegnato dalla Delegazione alle imprese che producono da tempo prodotti artigianali di qualità in sintonia con la tradizione del territorio di appartenenza. Il premio consiste in una pregevole opera grafica e la candidatura del Torronificio Geraci è stata avanzata dalla delegata di Caltanissetta, architetto Cinzia Militello di Castagna, alla quale tutti noi dedichiamo un grazie!
Pubblicato il Lascia un commento

Salvatore Vullo, “Di terra e di cibo”

Salvatore Vullo, “Di terra e di cibo”Salvatore Vullo, “Di terra e di cibo”Fra le pagine di Leonardo Sciascia la cucina siciliana ha il posto che merita e le specialità gastronomiche e dolciarie citate dallo scrittore di Racalmuto sono quelle che meglio rappresentano l’isola nel mondo. Si passa dalle panelle allo sfoglio di Polizzi Generosa, dal biancomangiare al torrone e a molto altro. Che le pagine di Sciascia non disdegnino la cucina lo si può notare leggendo le sue opere, oppure lasciandosi condurre dal nuovo libro di Salvatore Vullo dal titolo significativo “Di terra e di cibo”, settantatré pagine edite da Salvatore Sciascia nel 2014. Vullo rilegge l’opera di Sciascia alla luce del legame dello scrittore con la civiltà contadina e il libro risulta facile e scorrevole alla lettura. A concludere il saggio è un ricettario con alcune specialità citate nei romanzi di Sciascia e quelle che lo scrittore di Racalmuto amava preparare personalmente. Come la “caponata di Leonardo” presente nel libro nella versione interpretata da Giannola Nonino, l’imprenditrice dell’omonima distilleria grande amica dello scrittore. In definitiva, nel libro letteratura e cucina sono considerate espressioni dell’anima del territorio siciliano ed è questa la ragione che ci spinge a consigliarvelo. Troverete tante cose su noi siciliani, o almeno utili tracce da cui partire per il vostro viaggio alla scoperta di questa meravigliosa isola.
Pubblicato il Lascia un commento

Sono arrivati!

I cioccolatini artigianali del Torronificio M. Geraci - Tradizione sicilianaI cioccolatini artigianali del Torronificio M. Geraci - Tradizione sicilianaI cioccolatini artigianali ripieni del Torronificio M. Geraci. Dalla passione per il cioccolato e dal suo incontro con le materie prime della tradizione dolciaria siciliana, mandorle, pistacchi e nocciole, nascono i cioccolatini artigianali ripieni Geraci. Tutta la lavorazione del cioccolato avviene manualmente seguendo gli antichi canoni della pasticceria artigianale e per la preparazione dei cioccolatini utilizziamo esclusivamente ingredienti selezionati di altissima qualita’. [button link=”https://www.geraci1870.com/negozio/cioccolatini-ripieni/” color=”purple” window=”yes”]Ordinali subito![/button]  
Pubblicato il Lascia un commento

Experimenta Firenze

Geraci1870.com, Experimenta FirenzeGeraci1870.com, Experimenta FirenzeDavvero un bell’esempio di originalità nel realizzare prodotti d’eccellenza nel campo della cosmetica per il corpo e delle essenze per l’ambiente. Loro sono i “Pazzi fiorentini S.r.l.” e il marchio che hanno messo in piedi si chiama Experimenta Firenze. La loro attività si può sintetizzare in una rivisitazione in chiave moderna dell’antica raccolta di ricette di bellezza, alchimia e prescrizioni mediche opera di Caterina Sforza, della quale una copia originale si trova nella Biblioteca Nazionale di Firenze. Le ricette dell’antico trattato sono quindi diventate saponi, bagnoschiuma e creme per il corpo prodotti con ingredienti naturali e fragranze particolari come il pane toscano, il cioccolato, la crema pasticcera, il vino Chianti, il cappuccino, l’espresso, l’olio extravergine, la canapa, il gelsomino, gli abbinamenti di frutta e tanti altri aromi. Fra i prodotti per la casa, i profumatori d’ambiente all’erba appena tagliata del Giardino di Boboli, al profumo del mare dopo una nuotata, alla romantica passeggiata in campagna, al sigaro del mio nonno e i marmi profumati in tante fragranze. Degni di nota anche i saponi avvolti da stoffe cucite a mano, i braccialetti e gli orologi con cinturino in lino, cotone e seta cuciti a mano nella migliore tradizione dell’artigianato fiorentino. Insomma, un bel modo per innovare la tradizione che somiglia molto alla nostra filosofia aziendale. Per saperne di più è possibile consultare il sito www.experimenta.it.

Vieni ad assaggiare anche i nostri prodotti:

Pubblicato il Lascia un commento

Torta di pane

Geraci1870, ricetta della torta di paneGeraci1870, ricetta della torta di paneFra corsi e ricorsi della tavola, in Italia il pane è un vero protagonista, degno accompagnatore del salato ma anche utile ingrediente del dolce. Avete in casa del pane raffermo, che non sapete come utilizzare (e siete già sommersi di pangrattato)? Vi piacciono i dolci della cucina povera di  molte regioni italiane (povera, si fa per dire) e amate riciclare i cibi che avanzano? Siete drogati di pane e fate una colazione molto nutriente, specialmente nei mesi invernali? Allora, questa torta realizzata con pane raffermo fa proprio al caso vostro. Nel nostro blog proponiamo una ricetta facile e veloce con questi ingredienti:
  • 400 grammi di pane raffermo;
  • 500 grammi di latte;
  • 100 grammi di farina tipo 00;
  • 100 grammi di zucchero;
  • 100 grammi di burro;
  • scorza di un limone;
  • 1 uovo;
  • 20 grammi di grappa (o rhum);
  • 100 grammi di uvetta;
  • 50 grammi di pinoli;
  • 30 grammi di pangrattato.
Tagliate il pane in piccoli pezzetti e lasciatelo in ammollo nel latte per almeno dieci minuti (se è molto duro anche una mezz’ora o più). Se non vi piacciono uvetta e pinoli potete, in alternativa, sostituirli con frutta candita o gocce di cioccolato fondente. Altrimenti, mettete l’uvetta a bagno in un contenitore con dell’acqua per dieci minuti e grattugiate la scorza di un limone. Trascorso il tempo necessario ad ammorbidire il pane raffermo, unite al composto di pane e latte l’uovo, lo zucchero, la scorza di limone, il burro fuso, la grappa (o il rhum, a vostro piacimento) e la farina setacciata. Amalgamate bene tutti gli ingredienti con la frusta elettrica e aggiungete, infine, l’uvetta ben strizzata e i pinoli. Imburrate una tortiera, spolveratela con il pangrattato e versatevi sopra il composto (che dovrà risultare ben omogeneo), livellandolo con un cucchiaio. Portate il forno a 180° e infornatevi la torta per sessanta minuti. Al termine della cottura, fate raffreddare il dolce prima di consumarlo o servirlo, magari accompagnato da una tazza di tè. La bontà e la genuinità di questo dolce vi ricompenseranno del suo aspetto non proprio bellissimo.

Vieni ad assaggiare anche i nostri prodotti: