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Ciambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci

Ciambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci, torronificio M. Geraci, CaltanissettaCiambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci, torronificio M. Geraci, CaltanissettaLa ciambella salata è l’ideale per fare una gustosa merenda ma anche per accompagnare un aperitivo o servire un antipasto sostanzioso. Per eseguire questa ricetta occorre utilizzare un gorgonzola dolce e cremoso, da armonizzare al resto degli ingredienti in modo da ottenere un sapore leggero. Ecco quanto serve per un buon risultato:
  • grammi 450 di farina tipo 00
  • una bustina di polvere lievitante per torte salate
  • una manciata di parmigiano reggiano grattugiato
  • un cucchiaino di sale
  • grammi 80 di burro
  • 150 ml di yogurt bianco
  • 250 ml di latte intero
  • due uova
  • grammi 150 di gorgonzola
  • grammi 100 di gherigli di noce
  • uno stampo per ciambella
  • burro e farina per ungere
Versate lo yogurt in una terrina e aggiungete il latte intero, mescolando con un cucchiaio di legno da cucina. Aggiungete, una alla volta, le uova e infine il sale, continuando a mescolare in modo da ottenere un amalgama. Per un risultato migliore è consigliabile l’utilizzo di una frusta elettrica. Mettete il burro in un pentolino, fatelo sciogliere a fiamma bassa e aggiungetelo all’amalgama di latte, uova e yogurt sempre mescolando, in modo da ottenere un risultato omogeneo. Ancora una volta è consigliabile l’uso della frusta. Aggiungete quindi la farina, setacciandola a poco a poco con un colino per non formare grumi e mescolandola al resto degli ingredienti in modo da distribuirla uniformemente. Sempre setacciando, aggiungete il lievito e lavorate il tutto fino a quando non otterrete un impasto liscio e compatto, anche questa volta con l’ausilio della frusta. Fate a pezzi il gorgonzola e unitelo all’impasto, mescolando con la frusta elettrica fino ad ottenere di nuovo un risultato omogeneo. Spezzate i gherigli di noci in pezzi più piccoli e aggiungeteli al resto degli ingredienti mescolando solo con un cucchiaio di legno, per evitare di polverizzarli. Portate il forno a 180 ° e versate il composto in uno stampo per ciambella imburrato e infarinato. Quando il forno avrà raggiunto la temperatura prestabilita, fate cuocere la ciambella per un’ora. A fine cottura, cospargete la ciambella con il parmigiano reggiano grattugiato e rimettetela nel forno spento per cinque minuti, in modo da far sciogliere il formaggio in superficie. Quando si sarà raffreddata, tirate fuori la ciambella dallo stampo e servite. Lievitata e ben cotta, la ciambella salata è uno spettacolo per la vista prima ancora che una gioia per il palato. Ciambellone salato al gorgonzola con aggiunta di noci, torronificio M. Geraci, Caltanissetta
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Azienda Agricola Biologica Cammarata

cammarata La loro caciotta stagionata ha conquistato il terzo posto per i formaggi caprini a latte crudo nella X° edizione del Premio Roma per i migliori formaggi. Ma l’azienda agricola biologica Cammarata era già conosciuta per aver meritato l’Oscar Green nel 2010 per lo stile e la cultura d’impresa. Dietro questi riconoscimenti ci sono le colline di Contrada Chiapparia, fra Caltanissetta e San Cataldo, dove grazie al lavoro di Luca Cammarata e di chi lo collabora, oltre 200 capre di razza maltese vengono allevate e nutrite con prodotti vegetali ottenuti da coltivazioni biologiche e tecniche che nulla hanno a che vedere con i metodi industriali di gestione dell’allevamento. Capra-Maltese-di-Luca-Cammarata, Torronificio Geraci, CaltanissettaLa filosofia dell’azienda Cammarata è quella di offrire prodotti sani e genuini senza residui di fitofarmaci o concimi chimici di sintesi, rispettando l’ambiente e le esigenze delle capre dalle quali ricavano il latte crudo e gli altri prodotti, lo yogurt e i formaggi. Per saperne di più e contattare l’azienda è possibile andare sul sito www.aziendacammarata.it.
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Torta semplice all’arancia

Ricetta, Torta semplice all'arancia, Torronificio Geraci, CaltanissettaRicetta, Torta semplice all'arancia, Torronificio Geraci, CaltanissettaUno dei frutti della terra che meglio rappresenta la Sicilia nel mondo è l’arancia, con il suo profumo inconfondibile e il colore intenso che la caratterizza. Molto usata in cucina, l’arancia si presta alle preparazioni più varie deliziando gli amanti del dolce ma anche del salato. La torta che vi proponiamo è molto semplice, non contiene lieviti e ha una modesta dose di burro. Per la buona riuscita di questo dolce soffice e leggero è molto importante però montare bene le uova. Gli ingredienti da utilizzare sono i seguenti:
  • quattro uova
  • un’arancia di piccole dimensioni, matura al punto giusto (la buccia deve essere in buone condizioni)
  • grammi 300 di farina tipo 00
  • grammi 300 di zucchero, preferibilmente di canna;
  • grammi 30 di burro
  • una noce di burro e della farina per ungere la teglia, nel caso non abbiate lo stampo in silicone,
  • zucchero al velo (facoltativo).
Rompete le uova in una terrina, aggiungete lo zucchero e montate il tutto con la frusta elettrica fino a quando il composto non diventi spumoso. Setacciate la farina un po’ alla volta sopra il composto di uova e zucchero e mescolate il tutto cercando di evitare che si formino grumi, magari usando di nuovo la frusta. Grattugiate la scorza dell’arancia unendola agli altri ingredienti, in modo che assorbano l’aroma del frutto in maniera uniforme e incorporate all’impasto, filtrandolo con un colino, anche il succo dell’arancia e infine il burro fuso. Mescolate ancora gli ingredienti con la frusta elettrica e versate l’impasto in una tortiera unta o in uno stampo in silicone. Portate la temperatura del forno a 180° e fate cuocere per un’ora. A fine cottura capovolgete la torta su un piatto e spolveratela (se volete) con lo zucchero al velo, ma il dolce risulta buono anche senza! Ricetta, Torta semplice all'arancia, Torronificio Geraci, Caltanissetta
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“Palazzo Yacoubian” di Ala-al-Aswani

Palazzo Yacoubian, Ala-al-Aswani, Torronificio GeraciPalazzo Yacoubian, Ala-al-Aswani, Torronificio GeraciNon sempre si hanno soldi a sufficienza per viaggiare o tempo per sottrarsi alla quotidianità. Per rimettersi in sesto basta allora organizzare pause brevi, come un bagno rilassante con essenze particolari e luci soffuse. Oppure un viaggio emozionale attraverso le pagine di un libro, accompagnando la lettura con la degustazione di una specialità tipica del luogo dove il libro è ambientato. Quello che vi proponiamo è un viaggio emozionale in Egitto al sapore di baklava, specialità di origine turca ma diffusa in tutta l’area dei Balcani e del Medio Oriente. Il romanzo è “Palazzo Yacoubian” di Ala – al – Aswani, tradotto in lingua italiana nel 2006 e pubblicato per la prima volta in Egitto nel 2002, dopo essere stato rifiutato da molti editori per lo scalpore suscitato dai temi trattati. Da allora il libro è uno dei più venduti nel mondo arabo e da esso è stato tratto il film diretto da Marwan Hamed. Negli anni Trenta del Novecento un miliardario armeno fa costruire un palazzo al Cairo, all’interno del quale, molto tempo dopo, si svolgeranno le vite parallele dei personaggi. Taha, il brillante e devoto figlio del portiere che sogna di frequentare l’accademia di polizia finirà per essere arruolato nelle milizie islamiste e la sua fidanzata Buthayna, costretta dal bisogno a cercarsi un lavoro sarà vittima delle angherie dei padroni. Taha e Buthayna, insieme al vecchio e gaudente aristocratico Zaki, all’intellettuale gay Hatim e a molte altre figure rendono il palazzo Yacoubian metafora di un Egitto malato per la mancanza di democrazia, che l’autore individua come causa prima del fondamentalismo, del terrorismo e dell’arroganza dei potenti.
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Ricetta della Torta di Mele

Ricetta Torta di Mele, il Blog di Marcella, Torronificio M. GeraciRicetta Torta di Mele, il Blog di Marcella, Torronificio M. GeraciNell’eseguire questa ricetta non dovete disporre le fettine di mela a raggiera sull’impasto ma mescolarle ad esso, in modo da renderle più morbide. È possibile usare qualsiasi tipo di mela perché la cosa importante è tagliare la frutta a fettine sottili. Gli ingredienti della torta alle mele sono i seguenti:
  • grammi 700 di mele
  • un limone
  • grammi 200 di zucchero, preferibilmente di canna
  • grammi 200 di farina 00
  • una bustina di lievito in polvere
  • un pizzico di sale
  • una bustina di vanillina
  • due uova
  • 200 ml di latte parzialmente scremato
  • grammi 100 di burro
  • una spruzzata di cannella
  • zucchero al velo
Sbucciate le mele, privatele del torsolo e dividetele in quattro parti, che taglierete a fettine sottili. La morbidezza delle mele dipenderà dalla cura con la quale avrete eseguito questa operazione. Grattugiate la buccia di un limone e mescolatela allo zucchero di canna. In una ciotola a parte, riponete le fettine di mela e bagnatele uniformemente col succo del limone. Al composto di buccia di limone e zucchero aggiungete le uova e mescolate tutto con una frusta elettrica, aggiungendo infine il burro fuso e il latte. A questo punto aggiungete, setacciandoli, la farina e il lievito e poi la vanillina, il sale e la cannella, ripassando un’altra volta la frusta elettrica per amalgamare bene l’impasto, che dovrà essere omogeneo ma non troppo liquido. Prendete le fettine di mela, sgocciolatele dal succo, privatele dei semi del limone e mescolatele all’impasto in modo da sparpagliarle bene. Mettete il tutto in uno stampo di silicone (se lo avete) così non avrete bisogno di imburrare o infarinare. Altrimenti prendete la vostra tortiera, imburratela, infarinatela e versate dentro il composto. Portate il forno a 180 gradi (è un’operazione che potete fare anche prima di finire l’impasto, in modo da risparmiare tempo) e cuocete la torta per un’ora. Quando la torta sarà pronta, lasciatela raffreddare e spolverizzatela con dello zucchero al velo prima di servirla o consumarla. Ricetta Torta di Mele, il Blog di Marcella, Torronificio M. Geraci
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Dolce Sicilia

La copertina di Dolce Sicilia, Torronificio GeraciLa copertina di Dolce Sicilia, Torronificio GeraciUn libro fotografico è l’ideale per raccontare l’eccellenza dolciaria siciliana, soprattutto se vincitore della Sezione Italia del Gourmand World Cookbook Award nel 2012. Il volume si intitola “Dolce Sicilia” ed è il risultato del lavoro del fotografo Giò Martorana e del giornalista Marco Ghiotto, due cognomi che calzano a pennello con le vicende narrate nelle 176 pagine del libro, edito da Electa. Denso di illustrazioni e storie, il volume racconta un’eredità agroalimentare che nasce dalla biodiversità del territorio e dalla grande inventiva degli artigiani siciliani. Ogni prodotto è una storia e un paesaggio, insomma il pezzo di un’isola mai uguale a sé stessa come fosse uno scrigno pieno di tesori nascosti. Nel libro ci siamo anche noi, tra fichi d’india, mandorle, pistacchi, ceramiche pregiate e informazioni utili sulla Sicilia delle produzioni artigianali d’eccellenza. “Dolce Sicilia” è anche un bel regalo agli intenditori di fotografia, magari accompagnato da qualche prelibatezza nostrana per dare forma e gusto alla nostra bellissima isola. Dolce Sicilia 2Dolce Sicilia 1
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Distilleria PAGURA

Grappa d'artista PAGURA 2014, creazione di Mario Moretti prodotta in 350 esemplari numerati tutti dipinti a manoGrappa d'artista PAGURA 2014, creazione di Mario Moretti prodotta in 350 esemplari numerati tutti dipinti a manoPossono contare sulla storicità del loro marchio, sull’eccellenza della produzione artigianale e su un amore per l’arte che li spinge a collaborare con grandi maestri contemporanei. Questo e molto altro è la distilleria Pagura, dalle origini che si perdono nel 1879, anno in cui Domenico Campagna avviò a Castions di Zoppola il suo primo alambicco. Piano piano, l’attività rudimentale diventò una rivendita di grappa e infine una distilleria, ereditata dal giovane garzone di bottega Lindo Pagura, dal quale l’azienda prende il nome ancora oggi. Giunta alla quarta generazione, Pagura è la più antica distilleria del Friuli e vanta una produzione artigianale eccellente, realizzata con vinacce freschissime derivate da uve provenienti dalle Grave friulane, perfettamente conservate e fatte fermentare per pochi giorni in ambiente anaerobico prima di essere distillate. I prodotti vengono valorizzati grazie a idee come la “grappa d’artista”, creazioni di artisti di fama internazionale in esclusiva per l’azienda. Per saperne di più o per contattare la distilleria è possibile andare sul sito internet www.distilleriapagura.com.
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La ricetta per un ottimo Porridge.

La ricetta del Porridge - M. GeraciLa ricetta del Porridge - M. GeraciVolete fare una colazione leggera senza rinunciare ai piaceri del dolce? Questa è la ricetta del porridge, piatto originario dei paesi anglosassoni, che potrete trovare in mille varianti curiosando su internet o tra i libri di cucina. Il porridge si fa con i fiocchi d’avena e siccome pensiamo che è meglio che le cose cuociano nel loro brodo, allora il latte che vi consigliamo di usare è quello di avena. Questi sono gli ingredienti per preparare una porzione di porridge:
  • 200 ml di latte d’avena;
  • 50 grammi di fiocchi d’avena;
  • un cucchiaio di zucchero (preferibilmente di canna);
  • una spruzzata di cannella.
Versate il latte d’avena in una casseruola, aggiungete il cucchiaio di zucchero e mescolate fino ad amalgamare tutto. Fate scaldare il latte a fiamma bassa e quando comincia a sobbollire, versate dentro la casseruola i fiocchi d’avena, mescolando continuamente. La ricetta del Porridge - M. GeraciFate cuocere il composto a fuoco dolce per almeno quattro minuti, in modo che sia denso al punto giusto. Versate infine il porridge in un piatto fondo e aggiungete una spruzzata di cannella e gli ingredienti che volete abbinare. Se volete rendere la colazione più nutriente e sostanziosa, consigliamo di aggiungere una banana tagliata a rondelle e un cucchiaio di gherigli di noci tritati o sminuzzati a mano. Buon appetito!
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Salvatore Vullo, “Di terra e di cibo”

Salvatore Vullo, “Di terra e di cibo”Salvatore Vullo, “Di terra e di cibo”Fra le pagine di Leonardo Sciascia la cucina siciliana ha il posto che merita e le specialità gastronomiche e dolciarie citate dallo scrittore di Racalmuto sono quelle che meglio rappresentano l’isola nel mondo. Si passa dalle panelle allo sfoglio di Polizzi Generosa, dal biancomangiare al torrone e a molto altro. Che le pagine di Sciascia non disdegnino la cucina lo si può notare leggendo le sue opere, oppure lasciandosi condurre dal nuovo libro di Salvatore Vullo dal titolo significativo “Di terra e di cibo”, settantatré pagine edite da Salvatore Sciascia nel 2014. Vullo rilegge l’opera di Sciascia alla luce del legame dello scrittore con la civiltà contadina e il libro risulta facile e scorrevole alla lettura. A concludere il saggio è un ricettario con alcune specialità citate nei romanzi di Sciascia e quelle che lo scrittore di Racalmuto amava preparare personalmente. Come la “caponata di Leonardo” presente nel libro nella versione interpretata da Giannola Nonino, l’imprenditrice dell’omonima distilleria grande amica dello scrittore. In definitiva, nel libro letteratura e cucina sono considerate espressioni dell’anima del territorio siciliano ed è questa la ragione che ci spinge a consigliarvelo. Troverete tante cose su noi siciliani, o almeno utili tracce da cui partire per il vostro viaggio alla scoperta di questa meravigliosa isola.